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Archive for the ‘Delirio’ Category

Voices

Capisco quanto sia facile pensare che tutto mi vada bene e che, per questo, non torni qui a scrivere di dolori, amori (de-)caduti, insoddisfazione e tormento.

La realtà è che non ho scritto perchè le parole mi sono salite in gola come un rigurgito amaro soltanto nelle ore meno adatte alla fabbricazione di un post sul blog: notti insonni, giornate tetre e stancanti fuori casa, appuntamenti “eleganti” con dame delle quali assai poco me ne cale, impossibili scenari da film dell’orrore… ogni attimo, tranne quelli che sembrerebbero adeguati a voi, lettori e lettrici.

Sono spezzato. A metà tra lo stalking e la paura, tra l’incapacità di superare ciò che (non) voglio superare e l’effettiva riuscita di questa magica dimenticanza, tra una Silvia e la mia Silvia.

E’ che sto affogando nella scia di ogni gesto incompiuto, di ogni parola sussurrata ma mai urlata, di ogni frase lasciata a metà per paura di esagerare.

E’ che mi tortura il pensiero che un giorno dimenticherò le voci delle poche persone che davvero mi hanno reso felice.

E’ che non posso, non voglio affrontare una vita nella quale i ricordi, sbiadendo, finiscono con l’essere sostituiti da memorie nuove associate a cellule fresche e intonse.

E’ che la mia realtà è sempre più sospesa nel passato, come l’immagine di un ragazzino che trascina uno zaino esageratamente pesante…così, proprio così mi sento.

Il mio zaino è fatto di memorie felici ed incompiute, di amori nascenti e poi abortiti.

Di nomi e cognomi che freneticamente cerco su Facebook per soddisfare la mia voglia di veder felice chi felice ha fatto me, anche solo per un attimo, anche solo per un’ora, ma più spesso per mesi o anni interi.

Mi amereste, se sapeste quanto voglio la vostra felicità.

Soundtrack:65daysofstatic, “These things you can’t unlearn”

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Le mie giornate in un haiku

Chissà se, ora,
pensi a me, quanto io
di te sragiono.

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Insegnatemi a dimenticare

Tu non lo sai
ma c’è qualcuno che appena apre gli occhi la mattina
ti ha già nei suoi pensieri
e rimani lì fino a sera
fin quando i suoi occhi non si richiudono.
Johann Wolfgang von Goethe

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Deliri ripetuti e antichi

La vita non è fatta di teoria, ma di pratica.

E’ necessario smettere di costruirsi mondi cerebrali, idealizzati ed idioti nella loro irrealisticità.

C’è necessità di infilarsi nel mezzo del vissuto e, con ciò, imparare davvero, al di là delle sovrastrutture sciocche ed autoimposte con le quali ci si ottenebra a volte.
Nell’amore per sè stessi non c’è la negazione degli altri, esso ne è, anzi, l’opposto: è attraverso la realizzazione del proprio ruolo in un contesto pubblico, di socialità, di relazioni affettive o di coppia -complete e funzionanti, non monche e ristrette- che si impara davvero a crescere, a vivere.

E’ soffrendo che ci si sveglia, non fuggendo.

Inutile pensare che chi prova a innescare una reazione abbia seconde mire, voglia rubarci la nostra virginalità e scappare col malloppo. Non solo inutile, ma arrogante e demenziale.

ed è un peccato.

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Che schifo, quando i rapporti finiscono

Che schifo infinito immaginare mesi e mesi ed anni di affetto, tempo speso insieme con piacere sorrisi e gioia, giornate fatte di sguardi e sorrisi e tante parole sincere spontanee e dolci andare a farsi benedire senza possibilità di riscossa, di riparare, di premere il bottone “save” e ricaricare la partita della vita quando uno è più pronto. Che schifo davvero, fa schifo esattamente tanto quanto è piacevole vivere il rapporto mentre è in divenire. E cosa puoi fare se non accettare questo schifo, sopprimere persino la preoccupazione per il malumore dell’altra persona -vojo dì, le vuoi bene, che c’è di strano a preoccuparsi per lei anche DOPO che il rapporto è “andato a male” unilateralmente?- e tentare di andare avanti e ricostruire prima o poi, mesi o settimane o anni dopo, qualcos’altro illudendosi che quello che hai vissuto possa realmente considerarsi superato… superato tanto quanto si può superare qualcuno di fondamentale, qualcuno a cui hai voluto bene o forse hai amato o forse chi lo sa e chissenefrega della definizione esatta? E’ uno SCHIFO.

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Please Say Something

 

Say something, I’m giving up on you
I’ll be the one, if you want me to
Anywhere I would’ve followed you
Say something, I’m giving up on you

And I am feeling so small
It was over my head
I know nothing at all

And I will stumble and fall
I’m still learning to love
Just starting to crawl

Say something, I’m giving up on you
I’m sorry that I couldn’t get to you
Anywhere I would’ve followed you
Say something, I’m giving up on you

And I will swallow my pride
You’re the one that I love
And I’m saying goodbye

Say something, I’m giving up on you
And I’m sorry that I couldn’t get to you
And anywhere I would’ve followed you (Oh-oh-oh-oh)
Say something, I’m giving up on you

Say something, I’m giving up on you
Say something…

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Mannaggia alla miseria

Ho talmente bisogno di te che non so nemmeno chiedertelo.

– R. Bradbury. [ Fahrenheit 451 ]

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